L'ESTERNO E' INTERNO

Negli insegnamenti divulgati da Salvatore Brizzi, in continuità con Gurdjieff, con il Cristo interiore dei Vangeli e con la psicologia archetipica di Jung, esiste una chiave di lettura non negoziabile: ciò che accade fuori accade perché prima è accaduto dentro. La realtà non è qualcosa che "capita", ma qualcosa che risponde. Il mondo è una superficie riflettente che rimanda all'uomo la sua reale statura interiore.
DISCLAIMER:
1) Non sono qui per compiacere i vostri ego.
2) Non sono qui per dare ragione alla vostra personalità.
3) Non sono qui per fare da cassonetto dell'umido dei vostri stati emotivi dovuti a traumi infantili non visti o non elaborati.
REGOLAMENTO:
1) Se leggendo ciò che scrivo provate fastidio: OSSERVATEVI e LAVORATE SU DI VOI!
Scaricate gratuitamente il pdf:
MANUALE DI EVASIONE DALLO PSICO-PENITENZIARIO di Salvatore Brizzi
2) Se leggendo andate in REAZIONE per il contenuto dei miei articoli: OSSERVATEVI e LAVORATE SU DI VOI!
Leggete: Le colonne del lavoro su di sé
3) Se non conoscete la LEGGE DELLO SPECCHIO studiatela oppure NON seguitemi fino a che non la studiate.
Guardate il video sulla Legge dello Specchio

SOLO I CORAGGIOSI
Grazie di Cuore

LE COLONNE DEL LAVORO SU DI SÉ

(i Princìpi del lavoro su di sé)


Poiché di recente ho avuto il vago sentore che alcuni fra di voi si siano dimenticati cosa significa lavorare su di sé, ho deciso di scrivere questo articolo per ricordarvi i punti salienti.

Ricordare = riportare al Cuore, dal lat.: cor, cordis.


Gli eventi incalzano.

È il momento di serrare i ranghi.

Non tollero zavorra al mio seguito.

PUNTO PRIMO. Il mondo si trova all'interno della mia coscienza, questo significa che TUTTI gli eventi che mi accadono sono inconsciamente voluti da me e operano per la mia liberazione, cioè la mia identificazione con l'anima e la mia apertura del Cuore. Ripeto: tutti gli eventi operano affinché io giunga all'apertura del Cuore.

PUNTO SECONDO. Il cardine di questo lavoro si trova nell'auto-osservazione. Quando mi accade qualcosa che "mi tocca", ossia che mi dà fastidio, devo ricordarmi di rimanere PRESENTE A ME STESSO e osservare cosa accade dentro di me, soprattutto sul piano emotivo, mentre vivo l'esperienza.

PUNTO TERZO. Lo scopo non è scacciare il disagio, bensì IMPARARE A SENTIRE ciò che provo, restando interiormente immobile, con coraggio, INSIEME AL FASTIDIO O ALLA SOFFERENZA, senza alcuno scopo se non acquisire energia ed evitare che venga sprecata dalla macchina biologica attraverso le sue manifestazioni. Man mano che imparerò a SENTIRE PER DAVVERO, sentirò attraverso il Cuore e la mia visione delle cose cambierà. La mia vita migliorerà giorno dopo giorno.

PUNTO QUARTO. Ripetersi due frasi fondamentali: «Sono io che glielo sto facendo fare – oppure – sono io che glielo sto facendo dire» e «Il mondo è bello, sono io che non ho occhi per vedere».

PUNTO QUINTO. La Legge dello Specchio. La realtà si trova all'interno della mia coscienza, quindi ciò che vedo all'esterno è unicamente una rappresentazione – uno specchio – di ciò che c'è al mio interno... che non voglio vedere... e che ricaccio nell'inconscio. Dal momento che non lo voglio vedere dentro di me, la vita me lo fa vedere all'esterno, negli altri. Se io trasmuto il mio interno, seguendo tutti i punti precedenti, avrò progressivamente una visione differente degli eventi e delle persone, cioè una visione cardiaca. La Legge dello Specchio vale sia per ciò che ammiriamo che per ciò che ci dà fastidio.

PUNTO SESTO. Devo osservare ogni mio giudizio verso le persone e gli eventi. Osservare restando presente a me stesso. Continuando a ripetere il punto quarto e il punto quinto la forza dei miei giudizi si ridurrà spontaneamente, progressivamente e inesorabilmente. E senza giudizio si percepisce la realtà oltre il velo, perché il giudizio sporca la visione.

PUNTO SETTIMO. Lavorare in maniera graduale – ma senza tregua – sulla disciplina del corpo, delle emozioni, della mente e del centro sessuale. Alcuni di questi aspetti vengono trattati nel mio libro "Benessere fisico e spirituale", ma non quello sessuale, di cui probabilmente parlerò in un libro futuro.

In nessun punto ho parlato di reprimere le emozioni o la sessualità.
In nessun punto ho parlato di non giudicare.
In nessun punto vi ho detto COSA dovete fare, vi ho solo indicato IN QUALE STATO dovete essere mentre vi accadono gli eventi, se volete operare una trasmutazione interiore.

Ho imparato negli anni che ciò che il pubblico capisce, spesso si discosta da ciò che dico io. Questo non è un lavoro semplice, sia da comprendere che da applicare. Non è semplice nemmeno per chi frequenta i corsi dal vivo perciò, a maggior ragione, dobbiamo costantemente restare coscienti dei limiti comunicativi della rete. Vi faccio un esempio: il giudizio. All'interno dei corsi ci s'impiega un anno a capire cosa è il giudizio e come gestirlo, mentre qui in rete tutti credono di sapere già cos'è e come riconoscerlo.
Non stiamo facendo "qualcosa di spirituale" per diventare più buoni. O ci si trasforma in una persona diversa oppure non serve a nulla. Sono necessarie molte spiegazioni e tante ripetizioni dei medesimi concetti per un lungo periodo; tuttavia, vedete di metterci un po' di impegno anche voi. Ne va della vostra libertà. Buon lavoro a tutti... e ve lo auguro con il Cuore.

Gli eventi incalzano.
È il momento di serrare i ranghi.
Non tollero zavorra al mio seguito.

Il vostro Scarasaggio alle Termopili
Salvatore Brizzi
ERGITI... NEL BENE E NEL MALE...
Victoria Ignis
"Ergiti... nel bene e nel male, attirando lodi, critiche o calunnie... ma non confonderti fra le schiere dei piegati."
Victoria Ignis

Questa frase contiene tutto il fuoco: verticalità, disprezzo per la tiepidezza, rifiuto di essere massa, forza regale, disponibilità a pagare il prezzo dell'esposizione... di Victoria Ignis.
Subito dopo, il passaggio continua con un tono ancora più incendiario: non essere tiepido, diventa Re, reclama il Tuo Regno, estirpa il lamento.
Victoria Ignis è una Donna di Fuoco, Magnetica, Radicale, Materna e Terribile allo stesso tempo. Non è una figura "conciliante o dolce" come molti uomini vorrebbero fosse la propria compagna, non avendo ancora elaborato il rapporto con la propria madre. E' una donna che Ama il prossimo suo scuotendolo, bruciando le illusioni, togliendo appoggi, credenze e preconcetti limitanti, costringendo l'altro a guardarsi dentro senza scuse e giustificazioni.
Ne "Il Libro di Draco Daatson (Parte Prima)" viene presentata come una Donna 'sveglia', capace di capovolgere la concezione del mondo del narratore e di ricordargli alla sua "regalità". Non svolge il ruolo ufficiale di Maestra, ma agisce come una forza iniziatica: appare, destabilizza, risveglia.

Il suo carattere ha una durezza chirurgica. Victoria non consola per addormentare: consola solo dopo aver costretto a Vedere il suo interlocutore. È spietata verso la lamentela, la debolezza, l'autocommiserazione, la giustificazione e la dipendenza dal giudizio esterno. Quando parla del Sistema, della felicità e della responsabilità personale, lo fa con una forza quasi insostenibile.
La sua durezza è Amore feroce. Il suo Amore non è sentimentale, non è accudimento morbido: è un Amore da Guerriera. Lei stessa dice che solo l'Amore dà il potere di aiutare qualcuno a svegliarsi. Se non Ami qualcuno, non puoi davvero raggiungerlo nel cuore. Questo rende Victoria una figura paradossale: può apparire crudele, ma la sua crudeltà nasce dall'Amore unito alla volontà di risveglio, non dal desiderio di dominare ma da quello di LIBERARE.

È Regale e Predatoria. Davanti a un uomo armato, viene descritta come seria, sicura di sé, priva di paura e di collera; la sua Presenza prende il controllo della situazione, tanto che il narratore la paragona a un felino che ha catturato la preda.
E' una Donna verticale, incendiaria, non addomesticabile; una Guida che non protegge dall'abisso, ti accompagna dentro l'abisso perché tu ne esca più Vero. Ha il fuoco della Guerriera, la lucidità della Maga, la severità della Madre Iniziatica e il Magnetismo di chi non chiede permesso al mondo per esistere.

Victoria Ignis è il Fuoco che non scalda per consolare, ma brucia per risvegliare.
Ci sono donne che non chiedono approvazione: Ardono, Tagliano, Svegliano. Victoria Ignis è questo. Molti, una Donna così la temono e la rifuggono, non è una Donna per tutti, infatti, ma solo for ONLY THE BRAVE
Victoria Ignis. Il mio modello di riferimento!
Luciana Briganti
COME HA ELABORATO GESU' IL RAPPORTO CON I SUOI GENITORI?

Gesù non passa da "ama i tuoi genitori" a "odia i tuoi genitori" e poi di nuovo "amali" in modo contraddittorio, ma mostra più livelli di rapporto con padre e madre: il rapporto naturale da onorare; il distacco spirituale da compiere; l'amore nuovo, più libero e più universale.

 Il punto centrale è questo: Gesù non distrugge l'amore verso padre e madre; distrugge l'attaccamento, la dipendenza, l'idolatria affettiva e ogni legame familiare che impedisce all'uomo di entrare nella Verità del Regno.
1. Primo livello: Gesù non abolisce il comandamento ma conferma la legge biblica: "onora il padre e la madre"
Nel dialogo con il giovane ricco, quando gli viene chiesto che cosa fare per avere la vita eterna, Gesù elenca i comandamenti e include esplicitamente: "onora il padre e la madre" insieme a "ama il prossimo tuo come te stesso".
Questo è importante: per Gesù il cammino spirituale non autorizza a disprezzare i genitori, né a diventare freddi, ingrati o irresponsabili verso di loro.
Lo stesso emerge nello scontro con farisei e scribi sul Korbàn. Gesù critica chi usa una scusa religiosa per non sostenere il padre o la madre. In Marco 7,11-13 rimprovera coloro che dichiarano "offerta sacra" ciò che sarebbe dovuto ai genitori, annullando così la parola di Dio con la tradizione umana.
Quindi il primo punto è chiaro: la spiritualità non può diventare una fuga dalle responsabilità familiari.

Onorare padre e madre significa riconoscere il dono ricevuto, non maledire la propria origine, non usare Dio come alibi per non amare, non trasformare la fede in disumanità.

2. Secondo livello: Gesù relativizza il legame di sangue
Qui Gesù compie un passaggio radicale.
Quando gli dicono che sua madre e i suoi fratelli sono fuori e lo cercano, Gesù risponde: "Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?" e poi indica quelli che ascoltano/fanno la volontà di Dio come la sua Vera famiglia. Questo episodio compare in Marco 3,31-35, Matteo 12,46-50 e Luca 8,19-21.

Qui Gesù non sta disprezzando Maria. Sta dicendo una cosa più profonda: il sangue non basta a definire la Vera comunione.
La famiglia biologica è reale, ma non è assoluta. Il Vero legame, nel Regno, nasce dalla coscienza, dall'ascolto della volontà di Dio, dalla comunione spirituale.

In termini di lavoro su di sé: prima nasciamo da un padre e da una madre; poi dobbiamo nascere interiormente da Dio.
Questo passaggio è decisivo. Gesù libera l'uomo dall'identificazione primaria: "io sono solo figlio di questi genitori, di questa storia, di questa ferita, di questa famiglia, di questa genealogia."

No. Tu sei anche altro. Sei chiamato a una nascita più alta.

3. Terzo livello: "Chi ama padre o madre più di me non è degno di me." Matteo 10,37

Qui il punto non è non amare i genitori. Il punto è non amarli più della Verità, più di Dio, più della chiamata interiore.
Questa frase è la chiave per interpretare anche quella più dura di Luca: "Se uno viene a me e non odia suo padre, sua madre… non può essere mio discepolo".
Molti leggono questo "odiare" non come odio emotivo o violenza interiore, ma come linguaggio semitico forte per indicare una preferenza radicale: non mettere al primo posto, non subordinare Dio alla famiglia. Richiama proprio il sottofondo aramaico e il fatto che forme assolute potessero esprimere ciò che noi renderemmo con un comparativo. Quindi il senso non è "odia i tuoi genitori", ma "non amare nessuno più di Dio".
Dunque quel "odiare" qui significa: staccati interiormente da ogni legame che pretende di diventare Dio al posto di Dio.

Potremmo tradurlo così: Se tuo padre, tua madre, la tua famiglia, il tuo gruppo di appartenenza, il tuo bisogno di approvazione, il tuo ruolo di figlio o figlia valgono più della Verità, non sei ancora libero per seguire il Cristo.

4. Quarto livello: "Lascia che i morti seppelliscano i morti"

Un altro passo duro è quello del discepolo che, prima di seguire Gesù, chiede di andare a seppellire il padre. Gesù risponde: "Seguimi, e lascia che i morti seppelliscano i loro morti." Matteo 8,21-22 e in Luca 9,59-60.
Anche qui, preso superficialmente, sembra disumano ma nel linguaggio del Regno significa: non rimandare la chiamata alla Vita usando il passato, il dovere sociale o il legame familiare come alibi.
Non significa che Gesù vieti di seppellire i genitori. Significa che ci sono momenti in cui la chiamata interiore è così radicale che l'uomo deve smettere di dire: "prima sistemo tutto, prima chiudo tutto, prima accontento tutti, prima ricevo il permesso di tutti, poi seguirò la Verità."
Gesù taglia il meccanismo del rinvio.

Quindi letto nel suo linguaggio diviene: non puoi aspettare che la tua famiglia, il tuo passato e le tue ferite siano perfettamente risolte prima di iniziare a Vivere da sveglio.

5. Quinto livello: Gesù stesso vive il distacco dalla madre

Questo filo appare già quando Gesù dodicenne rimane nel Tempio. Maria e Giuseppe lo cercano angosciati. Gesù risponde: "Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?"
Subito dopo, però, Luca dice che tornò con loro a Nazaret e stava loro sottomesso.
Questo è bellissimo, perché contiene tutto il movimento: Gesù riconosce una paternità più alta, ma non disprezza i genitori terreni.
Dice, in sostanza: "io appartengo prima al Padre celeste" ma poi torna a casa e vive l'obbedienza ordinaria.
Quindi non c'è ribellione egoica. C'è ordine interiore.

Prima Dio. Poi la famiglia, amata nel giusto posto.

6. Sesto livello: a Cana, Gesù si separa dalla richiesta materna ma poi agisce

Alle nozze di Cana, Maria dice a Gesù: "Non hanno vino" e Gesù risponde: "Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora." Poi però compie il segno, e Maria dice ai servi: "Fate quello che vi dirà."
Anche qui il movimento è sottile.
Gesù non agisce semplicemente perché la madre lo sollecita. Non è più il bambino che obbedisce automaticamente alla madre. È il Figlio che agisce secondo "l’ora", cioè secondo la volontà del Padre. Non c'è rifiuto d'amore. C'è trasfigurazione del rapporto:
Maria non comanda più Gesù come madre carnale; diventa colei che orienta gli altri verso la sua parola: "Fate quello che vi dirà."

È il passaggio dalla madre biologica alla madre-discepola.

7. Settimo livello: sulla croce Gesù riaffida la madre

Alla fine, sulla croce, Gesù guarda sua madre e il discepolo amato e dice: "Donna, ecco tuo figlio." "Ecco tua madre." Da quel momento il discepolo la prende con sé.
Qui il cerchio si chiude.
Dopo aver relativizzato il sangue, dopo aver ottenuto il distacco, dopo aver detto che la Vera famiglia è chi fa la volontà di Dio, Gesù non abbandona sua madre, anzi, si prende cura di lei nel momento della morte, ma non la riaffida secondo la logica del sangue, la affida secondo una nuova famiglia spirituale.
Questo è il punto più alto: il distacco non porta al disamore; porta a un amore più grande, più libero, più universale.
Gesù non resta attaccato alla madre in modo infantile. Non la possiede e non si lascia possedere. La ama fino alla fine, e la inserisce in una comunione nuova.

La formula centrale è: Gesù non chiede di amare meno i genitori, ma di amarli da un luogo più alto: non dalla dipendenza, non dal bisogno, non dalla paura, non dal risentimento, ma dalla libertà del figlio che ha trovato la Verità, la Via, la Vita, il Vero Padre.

Dunque la via evangelica è: Prima onora tuo padre e tua madre. Poi liberati da tuo padre e tua madre. Poi torna ad amarli, non più come idoli o carcerieri della tua identità, ma come creature umane affidate anche loro alla misericordia di Dio.
Questo stesso schema lo si ritrova anche negli studi di Jung e Gurdjieff:
Jung: separarsi dal complesso materno e paterno per individuarsi.
Gurdjieff: smettere di vivere meccanicamente secondo imprinting familiari.

Per chi compie un LAVORO SU DI SE', equivale a: ricordarsi di sé, non identificarsi con le reazioni emotive. Per la Legge dello Specchio: padre e madre ci mostrano le nostre ferite originarie. Per il Vangelo: il Vero Amore nasce solo quando Dio torna al centro.

Questa è la maturità cristica del rapporto con padre e madre.

Luciana Briganti

L'ESTERNO COME TEATRO INIZIATICO - Protezionismo e crocifissione dell'ego

(la politica come chiave di lettura interiore)

La storia, in questa prospettiva, non è una sequenza di eventi casuali o meramente politici: è un rito iniziatico collettivo. Ogni crisi, ogni guerra, ogni embargo parla la lingua dell'ego e del suo rapporto conflittuale con l'Assoluto.


Il protezionismo come istinto dell'ego

Quando un popolo percepisce una minaccia esterna, reale o presunta, la prima reazione è il ripiegamento identitario. Si alzano confini, si invoca la patria, si rafforza l'autorità. Questo meccanismo è identico a quello dell'ego individuale quando avverte il rischio di perdere il controllo.

L'Italia, storicamente terra di invasioni, frammentazioni e dominazioni, conosce profondamente questa dinamica. Ma ciò che vale per l'Italia vale anche per Cuba, Venezuela, Iran e per molte altre regioni del mondo: la paura dell'invasione genera chiusura, e la chiusura genera strutture rigide, spesso autoritarie.


Dal punto di vista iniziatico, non è rilevante stabilire chi abbia "ragione" sul piano politico. Ciò che conta è riconoscere il movimento della coscienza: quando l'identità si sente minacciata, scatta il riflesso difensivo. Sempre.


L'aggressore e il liberatore: due maschere dello stesso ego


Le grandi potenze che intervengono in nome della sicurezza nazionale, imponendo embarghi o guerre preventive mascherate da esportazione di pace e democrazia, incarnano l'altro volto dello stesso archetipo: l'ego che non si limita a difendersi, ma invade per prevenire.


L'idea di piegare un popolo attraverso la fame, la scarsità, l'usura psicologica, affinché esso rinunci alla propria sovranità e chieda di essere "liberato", è perfettamente coerente con la logica dell'ego controllore: io so cosa è meglio per te.


Lo stesso schema si è manifestato nel Novecento europeo. L'orgoglio nazionale esasperato della Germania nazista e dell'Italia fascista non è stato sconfitto da un risveglio di coscienza, ma da una crocifissione storica imposta dal logoramento di anni di guerra, distruzione, carestia, umiliazione. Quando l'ego non molla volontariamente, la realtà lo costringe.


L'embargo come crocifissione collettiva


L'embargo economico è una forma moderna di crocifissione: lenta, silenziosa, prolungata. Non distrugge immediatamente il corpo, ma la mente, indebolisce progressivamente il senso di identità. Mira a spezzare la volontà, non con l'esercito, l'occupazione o i missili, ma con la fame.


Dal punto di vista iniziatico, questa dinamica non è "ingiusta" né "giusta": è speculare. Mostra cosa accade quando una struttura identitaria si irrigidisce oltre misura. Ogni ego collettivo, come ogni ego individuale, prima o poi viene portato al limite delle proprie risorse.


Il lavoro su di sé: l'ego sotto assedio


Nel lavoro interiore accade esattamente lo stesso. Quando l'Assoluto, l'Essere, la Presenza comincia a farsi spazio nella vita del ricercatore, l'ego percepisce un'invasione. Non la vive come una liberazione, ma come una minaccia esistenziale.


A questo punto l'ego reagisce in due modi:


Protezionismo difensivo: resistenza, razionalizzazione, spiritualità di facciata (religiosità), lamentela e vittimismo. L'ego dice: "Fin qui puoi arrivare, oltre no". È il controllo, la dittatura interiore.


Imperialismo spirituale: l'ego invade il territorio dello spirito, si appropria dei concetti, parla di risveglio, di volontà, di libero arbitrio, ma in realtà rafforza il controllo. È la falsa libertà dell'ego che si appropria del linguaggio e delle risorse intellettuali dello spirito per riprendere il controllo della macchina biologica (il falso sé).


In entrambi i casi, l'Essere resta imprigionato.


La crocifissione dell'ego


Nel cristianesimo esoterico, la crocifissione non è un sacrificio morale, ma un processo operativo. L'ego non viene eliminato, ma inchiodato: reso incapace di interferire. Immobilizzato tra passato e futuro, esposto alla luce della coscienza.


Gesù non combatte l'Impero, non difende un'identità ebraica, non invoca alleanze. Accetta la morte delle identificazioni. Questo è il punto che l'ego teme più di ogni altro: la resa senza condizioni.


Così come i regimi cadono quando le loro strutture non reggono più la pressione, l'ego cade quando non riesce più a sostenere la finzione di essere il centro.


Io utilizzo le cose del mondo come uno specchio, per leggere il mio mondo interiore, per lavorare su di me


Il mondo contemporaneo non chiede di essere giudicato, ma letto. Ogni guerra, ogni embargo, ogni nazionalismo esasperato mostra all'uomo ciò che accade quando l'ego governa in nome della sicurezza, del potere, per paura di perdere il dominio/controllo.


Il ricercatore interiore non prende posizione politica per reazione emotiva, ma osserva il riflesso. Sa che ciò che combatte fuori è ciò che deve riconoscere dentro di sé.


La vera rivoluzione non è abbattere l'invasore esterno, ma permettere all'Assoluto di invadere noi senza opporre resistenza. Questa è la crocifissione dell'ego che precede ogni resurrezione.


Luciana Briganti

IL SISTEMA MENTE

(lavoro su di sé e lettura degli eventi del mondo)

La paura nasce nella mente. E quando ci identifichiamo con la mente, è la mente a dominarci.

Da questa semplice verità discende una chiave di lettura radicale del mondo che ci circonda:


Ciò che chiamiamo "Sistema" — governi, apparati, controllo, propaganda, coercizione — non è altro che il riflesso esteriore di una struttura interiore: una mente collettiva non osservata, dominata dalla paura, dalla separazione, dall'istinto di sopravvivenza.


Il Sistema non è un'entità astratta e lontana. Il Sistema vive dentro l'uomo frammentato che ha paura.

Paura di perdere sicurezza, identità, approvazione. Paura di essere escluso, punito, lasciato solo. Ed è proprio questa paura a rendere l'essere umano governabile, schiavo. Quando ci facciamo sopraffare dalla paura rinunciamo alla nostra sovranità. Per paura ci sentiamo sopraffatti, ci blocchiamo e accettiamo che qualcun altro decida per noi, per il nostro bene, cosa è giusto, cosa è vero, cosa è permesso, esattamente quello che è accaduto alla massa durante il periodo covid.


Chi lavora su di sé vede questo meccanismo. E nel vederlo, smette di combattere il nemico fuori come se fosse separato da lui ed inizia a guardare dentro, ad affrontare le proprie paure, a modificare il suo Stato Interiore.


Le crisi globali, le guerre, le pandemie, le imposizioni, le polarizzazioni ideologiche non sono "incidenti della storia": sono manifestazioni di uno stato di coscienza. Sono lo specchio di un'umanità che non ha ancora imparato a osservare la propria mente, a distinguere tra pensiero e verità, tra paura e intuizione.


Quando una società accetta il controllo in nome della sicurezza, è perché interiormente è già controllata dalla propria mente (dal falso sé). Quando accetta la censura in nome del bene, è perché ha paura della verità. Quando accetta la guerra in nome della pace, è perché non ha fatto pace con le proprie ombre, ecc.


Il lavoratore su di sé non nega il mondo esteriore, ma smette di attribuirgli il potere. Comprende che ogni sistema di dominio prospera solo dove trova terreno fertile nella psiche umana. Per questo il suo lavoro non è principalmente politico, ma ontologico: lavora sull'Essere.


Il lavoratore su di sè osserva la sua mente. Riconosce la paura quando emerge. Non si identifica con essa. Non reagisce al mondo delle'ombre.


Nel momento in cui la paura viene vista, perde forza. E quando perde forza, il Sistema — qualunque forma esso assuma all'esterno — comincia a sgretolarsi. Non perché venga abbattuto con la violenza, ma perché smette di essere alimentato, smettiamo di credergli.


Il vero atto rivoluzionario è la disidentificazione.

Il vero atto sovversivo è la presenza.

Il vero atto politico è il risveglio della coscienza.


Liberarsi dalla paura significa tornare sovrani di noi stessi, smettere di reagire AL mondo e iniziare ad agire NEL mondo. Da lì nasce una volontà limpida, non manipolabile, non ricattabile, ferrea.


Il mondo cambierà solo quando l'uomo smetterà di cercare fuori ciò che deve guarire dentro. Perché finché la mente governa attraverso la paura, il Sistema sarà alimentato da noi ed avrà sempre nuove maschere. Ma quando l'Essere si ricorda di sé, nessun sistema può più dominarlo.


E la vera liberazione non arriva dall'abbattere un potere esteriore ma dal dissolvere la paura che lo rende possibile, dall'acuisire occhi per Vedere la realtà: l'esterno è interno.


Luciana Briganti

SILENZIO E TERRIBILE BELLEZZA

(Quando osservo la mia mente mi accorgo che...)

Quando osservo la mia mente mi accorgo che a volte sorgono pensieri paurosi. Per esempio: magari per 1 o 2 giorni sento un dolore alla pancia, ed allora sorge un pensiero: "cosa potrà essere?". E dal quel pensiero ne nasce un altro, "come le ciliegie, una tira l'altra". "Potrebbe essere una malattia?" E poi: "che malattia potrebbe essere"? ecc, ecc... È così che funziona la nostra mente, instilla paure, cerca di farci venire mille pensieri che ci allontanano dalla centratura, ci fa provare emozioni di ansia, angoscia, rabbia riportandoci alla mente episodi passati o preocupazioni future.

La mente adopera OGNI mezzo per mantenere il suo dominio su di noi.

Uno dei mezzi più adoperati dalla mente è richiamare la nostra attenzione su quel che accade fuori da noi, nelle cose brutte che succedono ad altri, in altri paesi, nella paura che quelle cose brutte possano accadere a noi o a qualcuno che amiamo, e così ogni giorno, la mente usa il passato (i ricordi), il presente (la cronaca) e anche il futuro (le preoccupazioni) per tenerci schiavi dell'illusione.

Per questo l'unica via d'uscita sta nel praticare la Presenza. Anche quando si guarda il telegiornale! Ma soprattutto osservare i nostri pensieri senza indentificarci con loro, non siamo noi a pensarli, è il nostro "falso sè" a proporceli, e così che la mente con la quale ci identifichiamo ci mantiene nel sonno della coscienza, perennemente ipnotizzati come quando guardiamo la televisione.

Per questo anche gli eventi politici possono essere una palestra per il lavoro su di sé, perché muovono la paura e l'emotivitá molto più della normale vita quotidiana. Femminicidi, omicidi, guerre, catastrofi naturali, ecc, sono il film trasmesso h24 da dove la nostra mente ricava immagini potenti da poterci propinare per farci mandarci in stati emotivi che sono cibo per lei, che richiamano tutta la nostra attenzione impedendoci di restare nel qui e ora.

Quando sei nel qui e ora vedi e senti tutto questo film che ti scorre davanti e nella testa come se non ti appartenesse, ti distacchi dall'ipnosi ma resti nell'occhio del ciclone, senti tutto quel rumore ma nulla ti tocca. Sei al centro del caos, come un faro in mezzo alla tempesta, ed alla fine restano solo silenzio e terribile bellezza.


Luciana Briganti

LA PAURA TI CONTROLLA, TI DOMINA

(cosa abbiamo imparato dal periodo covid?)

Giustificare e addirittura invocare le politiche emergenziali, il restringimento delle libertà individuali e collettive, per ragioni di "sicurezza nazionale", non vi ricorda nulla? Non vi dice nulla?


 Allora non abbiamo ancora imparato la lezione, ed è giusto che si ripeta.


Che sia un virus, che sia l'allerta clima o il pericolo maranza/baby gang, delinquenza o terrorismo, occorre sempre chiedersi: "CUI PRODEST?" Ossia: a chi giova? A chi porta vantaggio?

LA MENTE MENTE


Mi accorgo che anche fra chi PAREVA avere capito, ci sono molti che NON avevano capito veramente "il giochino", lo stratagemma, lo schema, e quindi vengono ingannati nuovamente, con altri temi, pur se lo schema è sempre quello.


Perché accade questo? Perché le PAURE su cui fanno leva sono diverse. Un ipocondriaco ha paura di ammalarsi allora invoca l'obbligo vaccinale, il green pass perché teme per la sua sopravvivenza e ODIA chi non si adegua a queste leggi, ma forse non ha paura del diverso, dello straniero e quindi lotterà contro la reimmigrazione, così come qualcuno che non ha paura dei virus lotterà contro il green pass, le mascherine e l'obbligo vaccinale, ma ha paura dell'uomo nero e vorrà l'ICE repressiva che deporta gli immigrati anche qui, giustificando se qualche attivista ci rimane secco perché non si adegua a queste misure. Ognuno di noi ha un punto debole e sente bisogno di protezione... e qui che lavora "il Sistema", giocando con e facendo leva su, le nostre paure.


La domanda che occorre farsi allora quale è?


 Cosa sei disposto ad accettare in nome della "sicurezza"? Fino dove sei disposto a cedere sui tuoi APPARENTI diritti e le tue APPARENTI libertà pur di sentirti protetto?


Purtroppo devo prendere atto che la soglia di attenzione è ancora troppo bassa, perché se non ci ha "fregati" (CHI?) con il covid, ci frega (CHI?) su altro: immigrazione, clima, terrorismo, insicurezza, Russia, Israele, Venezuela, Iran... basta trovare IL NEMICO ADATTO, muovere la leva psicologica giusta che innesca la paura e la conseguente richiesta automatica e meccanica (non ragionata) di protezione, ed ecco che la massa invoca il riarmo, la deportazione, la repressione armata, l'invasione di altri paesi e civiltà come guerra preventiva al terrorismoh, l'uccisione del diverso, del resistente, del non allineato, del ribelle... Un Nome di Cosa? DELLA SICUREZZA. A causa di cosa? DELLA PAURA CHE NON ABBIAMO ANCORA IMPARATO A GESTIRE DA SOLI.


N.B.: CHI ha interesse a mantenerci schiavi?


Luciana Briganti

DAVANTI ALLA VITA CROLLA IL CASTELLO DI CARTE MENTALE
(ovvero: non millantate, siate ciò che siete qui e ora)
Ci sono persone che parlano con estrema sicumera di principi spirituali, iniziazioni di X livello, chakra, salti quantici, Anima, ecc, come se avessero davvero realizzato tali traguardi anziché averli solo letti e studiati in qualche libro più o meno esoterico.
Io capisco che alcune di queste persone sono arciconvinte (nel loro trip mentale) di aver capito e compreso i principi spirituali elevati che governano il mondo e l'universo, ma ci sono anche molti che si inventano di tutto in stile Vanna Marchi, tanto hanno capito che ci saranno sempre dei 'polli newage' da spennare (e per inciso, ho sempre pensato che chi si fa spennare da certi "guru" se lo merita).

Ad ogni modo, l'unico insegnamento che VALE è quello dato con l'ESEMPIO e non a parole, a parole si possono spiegare tante cose ed intortare tante persone, ma è solo l'Esempio (buono o cattivo) ciò che educa davvero. Dunque, se vuoi educare alla gentilezza? Sii gentile. Se vuoi educare al rispetto? Sii rispettoso. Se vuoi educare alla pazienza? Sii paziente. Se vuoi educare alla gioia? Gioisci. Se vuoi educare all'Amore? Ama. Cari fratelli, se non avete mai provato cos'è l'Amore, come fate ad educare gli altri all'Amore? Credetemi, sono veramente poche le persone che hanno realizzato cosa è veramente l'Amore. Se non riuscite ad avere una relazione di coppia sana come fate ad educare gli altri ad avere una coppia sana? Ditemi, cosa accade quando fai finta di essere ciò che non sei? A cosa starai educando chi ti ascolta/osserva? Alla Menzogna, all'Ipocrisia, alla Falsità. Pensaci. Cosa accadrà quando qualcuno scoprirà che tu non sei gentile, generoso, paziente, rispettoso, amoroso, in definitiva, che non sei quel che dici di essere, che porti una maschera quando fai lezione, che non sei quel che vuoi dare a vedere? Quale sarà la tua responsabilità in questo? Cosa accadrà quando le persone scopriranno il tuo lato B, la faccia che tieni sempre in ombra, il tuo gemello stronzo che nascondi al mondo? Ecco, lo scandalo!

Perché veniamo spesso delusi dalle persone che "insegnano la spiritualità"? Perché spesso scopriamo che sono come i Sacerdoti del Tempio: sepolcri imbiancati. Ipocriti. Perché spiegano la legge ma non la seguono, non la mettono in pratica in prima persona. Se coloro che insegnano non sanno mettere in pratica su di loro ciò che pretendono insegnare al prossimo, il risultato sarà INCOERENZA. Questo capita spesso con i preti che predicano bene e razzolano male, e quando scopriamo i loro peccati, la tentazione di abbandonare la fede è forte perché tendiamo a pensare che i preti dovrebbero essere i primi a dare l'Esempio. Ecco lo scandalo!

Cari fratelli, sta giungendo un tempo in cui queste incoerenze saranno fatali per coloro che le mettono in pratica. Sta arrivando il tempo di raccogliere ciò che abbiamo seminato, dunque d'ora in avanti sarà più che mai necessario seminare con attenzione. Sta giungendo il tempo di ESSERE SINCERI. La VERITÀ vi renderà liberi! Dunque sarà preferibile che se non siete gentili, non facciate finta di esserlo, e mille volte meglio che siate onestamente non gentili e non ipocritamente gentili, questo è il primo passo per imparare ad essere gentili, la vita vi farà da specchio e vi guiderà nel percorso della gentilezza. Se non siete pazienti, non fate finta di esserlo, siate genuinamente impazienti, questo vi porterà poco a poco a diventare più pazienti comprendendo meglio la vostra impazienza, si aprono strade meravigliose e miracolose per coloro che hanno il coraggio di camminare nella Verità. Dunque, se avete paura non fate finta di non averne, entrate dentro la vostra paura per scoprire da dove proviene e cercate dentro di voi il coraggio e le strategie per superarla. Se siete vendicativi, osservatevi mentre provate rancore e meditate vendetta, anziché scacciare da voi questi sentimenti poco celestiali provando vergogna per essi, ricordate che tutto ciò che nascondete sotto al tappeto prima o poi puzzerà e verrà a galla.

Se volete realmente lavorare su di voi, tutto quello che dovete fare è osservarvi mentre siete voi stessi fino al midollo, questo genererà COERENZA e la COERENZA è la base da cui partire per costruire una casa solida, sulla roccia. La Coerenza è come il cemento. Dunque, se volete davvero lavorare su di voi, bisogna che iniziate dalle fondamenta, il che significa conoscere voi stessi fino in fondo e non far finta di essere ciò che non siete. Il lavoro procederà più lentamente ma almeno saprete di non aver saltato dei passaggi, dimenticando di mettere il cemento tra i mattoni. Quando fate finta di essere quel che non siete state creando crepe e da queste crepe si creeranno delle infiltrazioni le quali, piano piano, corroderanno le fondamenta in silenzio e quando sarete arrivati al terzo piano/livello della vostra casa, prima sentirete uno scricchiolio, poi vedrete un crepa e quando vi renderete conto di quello che sta accadendo sarete già seduti col culo per terra e la vostra casa, che credevate cosí solida, sarà crollata come un castello di carte sulla vostra testa.

Io ve l'ho detto.
Luciana Briganti
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